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Marrano
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I mwbqmarrani (in mwbgspagnolo mwbwmarranos, porci; probabilmente dall'mwcaarabo mwcqmaḥram, che significa "cosa proibita"cite-ref-1[1]) erano mwdgebrei mwdwsefarditi (ebrei della mweapenisola iberica) che durante il mweqMedioevo si convertirono alla religione mwegcristiana, sia con la coercizione come conseguenza della persecuzione degli ebrei da parte dell'mwewinquisizione spagnola, sia per libera scelta, per opportunismo o necessità. Molti marrani mantennero le loro tradizioni ancestrali, professandosi pubblicamente mwfacattolici, ma restando in privato fedeli all'mwfqebraismo.
Contents
• Note
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Origine del termine
Con il termine mwgqharam (vietato) si indicava tra l'altro la carne di maiale, che ebrei e musulmani non possono mangiare; in mwggspagnolo e in mwgwportoghese viene usato come epiteto ingiurioso nei confronti degli ebrei. Per questa ragione in ambito ebraico si usa piuttosto il termine mwhaanusim (costretti a forza). Questi mwhqmwhgconversos (mwhwconvertiti), come venivano anche chiamati in mwiaSpagna, ammontavano a oltre 100.000. Erano noti anche come mwiwCristianos Nuevos in Spagna, mwjaCristãos Novos (mwjqNeo-Cristiani) in mwjgPortogallo, mwjwConversos in mwkaCatalogna, mwkqXuetes (mwkgXua, un termine mwkwcatalano che faceva riferimento ad una mistura di carne di porco che si dice venisse consumata in pubblico dai mwlaXuetes per dimostrare la sincerità del loro cattolicesimo) nelle mwlqisole Baleari.
Con essi la storia della mwlwpenisola iberica, e indirettamente quella degli ebrei, entra in una nuova fase, poiché furono la causa immediata dell'introduzione dell'mwmainquisizione spagnola e dell'espulsione degli ebrei da tale nazione. I marrani benestanti, che erano intensamente impegnati nel mwmqcommercio, nelle mwmgmanifatture e nell'mwmwagricoltura, si sposarono con appartenenti a famiglie della vecchia mwnanobiltà; mwnqconti e mwngmarchesi impoveriti si sposarono senza esitazione con ebree facoltose; accadde anche che conti o nobili di sangue reale si infatuassero di belle ragazze ebree. A partire dalla seconda generazione, i neo-cristiani si sposavano tipicamente con donne del loro mwnwgruppo sociale. Essi divennero molto influenti grazie alla loro ricchezza ed alla loro educazione, vennero chiamati a importanti incarichi a palazzo, nei circoli governativi e nelle mwoamwoqCortes; praticavano la mwogmedicina e il mwowdiritto e insegnavano nelle mwpauniversità, mentre i loro figli giungevano spesso ad alte cariche ecclesiastiche.
Una seconda ipotesi sull'origine di marrano vede la radice spagnola mwpgmarrar (tagliare in pezzi) alla base del termine.cite-ref-2[2]
Categorie di marrani, in un'ottica religiosa ebraica
I marrani e i loro discendenti possono essere divisi in tre categorie.
Convertiti per opportunismo
La prima di queste era composta da coloro i quali, privi di qualsiasi vero attaccamento al giudaismo e indifferenti a qualsiasi forma di religione, abbracciarono volentieri l'opportunità di cambiare la loro condizione oppressa di ebrei, in vista delle brillanti carriere che si aprivano loro davanti grazie all'accettazione del cristianesimo. Essi simulavano la fede cristiana, quando ciò tornava a loro vantaggio, e deridevano gli ebrei e il giudaismo. Diversi poeti spagnoli appartengono a questa categoria, come Pero Ferrus, Juan de Valladolid, Rodrigo Cota e Juan de España di mwswToledo, chiamato anche mwtaEl Viejo (il vecchio), che era considerato un brillante mwtqTalmudista, e che, come Diego de Valencia, anch'esso ebreo battezzato, introdusse nelle sue mwtwpasquinate termini ebraici o talmudici per deridere gli ebrei. Ci furono anche molti che, per mostrare il loro nuovo zelo, perseguitarono i loro ex correligionari, scrivendo libri contro di loro e denunciando alle autorità quelli che desideravano tornare alla fede dei loro padri, come avvenne frequentemente a mwuaValencia, mwuqBarcellona e in molte altre città (Isaac b. Sheshet, mwugResponsa, No. 11).
Convertiti solo esteriormente, per necessità
La seconda categoria consisteva di coloro che conservarono come cosa preziosa l'amore per la fede giudaica nella quale erano cresciuti. Essi preservarono le tradizioni dei loro padri e, nonostante le importanti posizioni che occupavano, frequentavano in segreto la mwvqsinagoga e combatterono e soffrirono per la religione degli avi. Molti dei marrani più facoltosi di mwvgAragona appartenevano a questa categoria, compresi: gli Zaporta di mwvwMonzón, che erano imparentati per matrimonio alla casa reale d'Aragona; i Sánchez, figli di Alazar Yusuf di mwwqSaragozza, che si sposarono con i Caballeria e i Santángel; i ricchissimi Espe; i Paternoy, che giunsero dalle vicinanze di mwwgVerdun per stabilirsi in Aragona; i Clemente, figli di Moses Chamoro; i Villanova di mwxaCalatayud; i Coscón; i Bruno; i Cartiglia(no); i Brondo e altri.
Convertiti solo formalmente, per forza maggiore
La terza categoria, che era di gran lunga anche la più numerosa, comprendeva quelli che cedettero alle circostanze, ma nella vita privata rimasero ebrei e colsero la prima opportunità di affermare apertamente la loro vera fede. Essi non portarono volontariamente i loro figli al mwxwfonte battesimale; se obbligati a fare ciò, al ritorno a casa lavavano il punto in cui era stata versata l'acqua del mwyabattesimo. Non mangiavano carne di maiale, celebravano la mwyqPasqua ebraica e portavano l'olio alla sinagoga.
«
Nella città di
Siviglia
un inquisitore disse al reggente: "Mio signore, se desidera sapere come i Marrani rispettano il Sabbath, saliamo sulla torre." Quando raggiunsero la cima, il primo disse al secondo: "Sollevi gli occhi e guardi. Quella casa è l'abitazione di un marrano; lì eccone una che appartiene ad un altro; e là molte altre ancora. Non vedrà fumo uscire da alcuna di esse, nonostante il freddo rigido; non hanno fuoco perché è il
Sabbath
." Pretendendo che il pane lievitato non gli piaccia, un marrano ha mangiato pane non lievitato per tutto l'anno, allo scopo di essere in grado di consumarlo durante la Pasqua ebraica senza destare sospetti. Nelle feste in cui gli ebrei suonano il
shofar
, i marrani si recano fuori città e rimangono sui monti e nelle vallate, così che il suono non raggiunga la città. Impiegano un uomo col compito di macellare gli animali, dissanguandoli, e consegnargli la carne a casa, e un altro per eseguire in segreto la
circoncisione
.»
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Critiche al cripto-giudaismo
Il mwzqcripto-giudaismo dei mwzgconversos è stato messo in dubbio da parte della storiografia più recente. Lo storico statunitense Norman Roth nel suo mwzwConversos, Inquisition, and the Expulsion of the Jews from Spain ha sostenuto la falsità di questa accusa al fine di ribaltare completamente la visione classica che si ha dei mwaaconversos: essi, a suo dire, in maggioranza, si sarebbero convertiti sinceramente al mwaqCristianesimo. I motivi per cui i mwagconversos sarebbero stati perseguitati sono da ricercare nel fatto che spesso molti di loro trassero vantaggio dalla nuova condizione di mwawcristianos nuevos. Alcuni, grazie alla conversione, poterono accedere alle alte cariche ecclesiastiche (si veda il caso di Pablo de Santa María, mwbaarcivescovo di Toledo). Il successo dei mwbqconversos e l'arroganza di una parte di essi attirò l'odio dei "vecchi cristiani", che iniziarono ad elaborare delle teorie sulla purezza del sangue (base ideologica degli statuti di mwbglimpieza de sangre promulgati agli inizi del mwbwXVI secolo in Spagna) per poter distinguere i "veri" cristiani dai "falsi" (di qui il nomignolo di mwcamarranos).
La posizione degli ebrei nei confronti dei conversos
La storiografia ha offerto due posizioni contrastanti degli ebrei riguardo ai mwdamwdqconversos:
• La prima vuole che gli ebrei abbiano solidarizzato con i marrani, giudicandoli con indulgenza; in mweaItalia una speciale preghiera veniva offerta per loro ogni Sabbath, chiedendo che "Dio onnipotente li guidi dall'oppressione alla libertà, dal buio alla luce della religione". Ai marrani che vivevano in segreta conformità alla mweglegge ebraica, i mwewrabbini applicavano il passaggio talmudico: "Anche se ha peccato, deve essere ancora considerato un ebreo"; e un mwfaanús, che avesse colto la prima opportunità di recarsi in una nazione straniera e professare apertamente il giudaismo, poteva agire come testimone in questioni religiose in base alla legge rabbinica.
• La seconda, invece, ribalta totalmente il precedente punto di vista; infatti gli ebrei collaborarono attivamente alla persecuzione dei mwfgconversos. Essi etichettarono i mwfwcristianos nuevos come mwgameshumadim (ossia "ebrei apostati"), e iniziarono a contrastarli, non tanto perché rei di aver abbandonato l'ebraismo, ma per aver tradito tutto il popolo ebraico.
In Spagna
Il grande numero di marrani, così come la loro ricchezza e influenza, fecero crescere l'invidia e l'odio della popolazione, che veniva incitata dal clero contro di loro, in quanto cristiani non credenti ed ipocriti. I neo-cristiani erano odiati molto più che gli ebrei ed erano perseguitati con la stessa durezza con cui lo erano stati gli ebrei stessi. La prima rivolta contro di essi esplose a mwgwToledo nel mwha1449 e venne accompagnata da omicidi e saccheggi. Istigata da due mwhqcanonici, Juan Alfonso e Pedro López Gálvez, la folla saccheggiò e diede fuoco alla casa di Alonso Cota, un marrano benestante, e guidata da un manovale attaccò similarmente le residenze dei neo-cristiani facoltosi del quartiere de La Magdelena. I marrani, capeggiati da Juan de la Cibdad, si opposero alla folla, ma vennero respinti e, assieme al loro capo, appesi per i piedi. Come conseguenza immediata di questa rivolta, i marrani Lope e Juan Fernández Cota, i fratelli Juan, Pedro e Diego Núñez, Juan López de Arroyo, Diego e Pedro González, Juan González de Illescas e molti altri, vennero deposti dal loro incarico in obbedienza ad un nuovo statuto.
Un altro attacco venne fatto ai danni dei neo-cristiani di Toledo nel luglio mwhw1467. Il capo magistrato ("alcalde mayor") della città era Álvaro Gómez de Cibdad Real, che era stato segretario privato di re mwiaEnrico IV di Castiglia, e che, se non egli stesso un "converso", come è probabile, era almeno un protettore dei neo-cristiani. Egli, assieme agli eminenti marrani Fernando e Álvaro de la Torre, desiderava vendicarsi di un insulto inflitto dai Conti di mwiqFuensalida, capi dei cristiani, e prendere il controllo della città. Ne scaturì un conflitto selvaggio. Le case dei neo-cristiani vicine alla cattedrale vennero incendiate dagli avversari, la conflagrazione si diffuse così rapidamente che 1.600 case vennero arse dal fuoco, compreso il palazzo di Diego Gómez. Molti cristiani e molti marrani perirono nelle fiamme o furono uccisi; i fratelli De la Torre vennero catturati e impiccati.
Rivolte a Cordova
L'esempio portato da Toledo venne imitato sei anni dopo da mwjaCordova, città nella quale cristiani e marrani formavano due partiti in lotta. Il 14 marzo mwjq1473, durante una processione in onore della dedica di una società formata dal fanatico vescovo Don Pedro, e dalla quale vennero esclusi tutti i mwjgconversos, sembra che una ragazzina avesse gettato accidentalmente dell'acqua sporca dalla finestra della casa di uno dei più ricchi marrani della città, acqua che andò a finire sull'immagine della mwjwVergine. A migliaia si unirono immediatamente nel grido di vendetta che venne sollevato da un mwkafabbro, di nome Alonso Rodríguez; la folla rapace si gettò subito sui marrani, denunciandoli come eretici, uccidendoli, saccheggiandone e incendiandone le case. Per fermare questi eccessi, Don Alonso Fernández de Aguilar, la cui moglie apparteneva alla famiglia marrana dei Pacheco, assieme al fratello Don mwkqGonzalo Fernández de Córdoba ("mwkgel gran Capitán"), gloria dell'esercito spagnolo, e a un gruppo di soldati, si affrettò per proteggere i neo-cristiani.
Don Alonso invitò la folla a ritirarsi, ma invece di obbedire, il fabbro insultò il Conte, che immediatamente lo abbatté con la sua lancia. La gente, accecata dal fanatismo, guardò al capopopolo ucciso come ad un martire. Incitata dal nemico di Alonso de Aguilar, il cavaliere Diego de Aguayo, la folla prese le armi e attaccò nuovamente i marrani. Ci furono stupri e uomini, donne e bambini vennero uccisi senza pietà. Il massacro e il saccheggio durarono per tre giorni; gli scampati trovarono rifugio nel castello dove anche i loro protettori avevano dovuto ritirarsi. Venne quindi decretato che, allo scopo di prevenire il ripetersi di tali eccessi, nessun marrano doveva più vivere a Cordova o nelle sue vicinanze, ne doveva mai più ricoprire un incarico pubblico.
Come per la persecuzione degli ebrei nel 1391, l'attacco ai marrani del 1473 si diffuse ad altre città. A mwlqMontoro, mwlgBujalance, mwlwAdamuz, mwmaLa Rambla, mwmqSantaella e altrove, essi vennero uccisi e le loro case saccheggiate. A mwmgJaén la popolazione era così risentita nei loro confronti che il mwmwconestabile Miguel Lucas de Iranzo, che si impegnò a proteggerli, venne ucciso lui stesso in chiesa dai capi dei rivoltosi (21/22 marzo). I marrani vennero attaccati selvaggiamente anche dalle popolazioni di mwnaAndújar, mwnqÚbeda, mwngBaeza e mwnwAlmodóvar del Campo. A mwoaValladolid la popolazione si accontentò di saccheggiare i neo-cristiani, ma a mwoqSegovia il massacro fu feroce (16 maggio 1474). Qui l'attacco, istigato da Don Juan Pacheco, egli stesso membro di una famiglia marrana, fu terribile; i cadaveri giacevano accatastati in tutte le strade e le piazze, non un neo-cristiano sarebbe scampato se non fosse stato per l'interferenza dell'mwogalcalde mwowAndrés de Cabrera. A mwpaCarmona tutti i marrani vennero uccisi.
Introduzione dell'Inquisizione
L'introduzione dell'mwpwinquisizione spagnola venne duramente contrastata dai marrani di mwqaSiviglia e di altre città della mwqqCastiglia, in particolare dell'mwqgAragona, dove essi rendevano un notevole servizio al re e occupavano importanti posizioni legali, finanziarie e militari. Allo stesso modo in cui Don Miguel Lucas de Iranzo, mwraConnestabile di Castiglia, era stato ucciso nella cattedrale di mwrqJaén, l'inquisitore mwrgPedro d'Arbués venne assassinato dodici anni dopo nella mwrwcattedrale di Saragozza, il primo dai cristiani, quest'ultimo dai marrani. Gli assassini di De Iranzo rimasero a piede libero, mentre quelli dell'inquisitore vennero puniti crudelmente. Assieme all'introduzione dell'inquisizione, venne emanato un editto secondo cui gli ebrei dovevano vivere all'interno del loro mwsaghetto e restare separati dai marrani.
Nonostante la legge, comunque, gli ebrei rimasero in contatto con i loro fratelli neo-cristiani. "Essi cercarono modi e mezzi per strapparli al cattolicesimo e riportarli al giudaismo. Essi istruirono i marrani nei fondamenti e nelle cerimonie della religione ebraica; tennero incontri, nei quali gli insegnavano cosa dovevano credere e osservare secondo la legge mosaica; e permisero loro di circoncidere sé e i propri figli. Fornirono loro dei libri di preghiere; spiegarono i giorni di digiuno; lessero con loro la storia del loro popolo e della sua legge; gli annunciarono la venuta della Pasqua ebraica; procurarono del pane non lievitato per le loro festività, oltre a carne mwsgkosher durante tutto l'anno; li incoraggiarono a vivere in conformità alle leggi di Mosè, e li persuasero che non c'era né legge né verità ad eccezione della religione ebraica". Tutte queste accuse vennero mosse contro gli ebrei nell'editto emanato da mwswFerdinando II d'Aragona e mwtaIsabella I di Castiglia, ciò costituì le basi per la loro espulsione dalla nazione. Il decreto di espulsione incrementò materialmente il numero, già considerevole, di quelli che acquistarono un prolungamento del soggiorno nelle loro case tramite l'accettazione del battesimo.
In Portogallo
I marrani portoghesi, o mwtwCristãos Novos, si strinsero più saldamente e con più fede dei loro fratelli spagnoli alla religione dei loro padri, sopportando le torture più terribili in nome della loro fede. Lo studioso Simon Mimi di mwuaLisbona, che non rinunciò al giudaismo nemmeno in prigione, sua moglie, i suoi generi e altri marrani vennero racchiusi in un muro costruito loro attorno, che arrivava fino ai loro colli. I prigionieri vennero lasciati per tre giorni in questa condizione di agonia. Poiché non cedevano, i muri vennero abbattuti dopo che sei delle vittime erano morte e Mimi venne trascinato per la città e ucciso. Due marrani che servivano come guardiani della prigione seppellirono il corpo del martire nel cimitero ebraico a rischio della loro vita (Abraham Saba, mwuqmwugẒeror ha-Mor, p.mwuw 105b; Grätz, mwvaGesch. viii, p.mwvq 398).
Samuel Schwartz all'inizio del mwvwXX secolo scoprì alcune comunità di marrani nel Portogallo nord-orientale (precisamente a mwwaBelmonte, mwwqMiranda do Douro e mwwgChaves, tra le altre) che erano riusciti a sopravvivere per più di quattrocento anni senza essere stati completamente assimilati dalla vecchia popolazione cristiana.
Il massacro di Lisbona
I portoghesi odiavano i marrani più di quanto odiassero gli ebrei, considerandoli né cristiani, né ebrei, ma atei ed eretici. Più di un portoghese preferiva la morte piuttosto che essere curato da un medico marrano. L'odio provato per i marrani, che era stato represso per lungo tempo, esplose a mwxqLisbona. Il 17 aprile mwxg1506, vennero scoperti diversi marrani che possedevano "alcuni agnelli e pollame preparato secondo gli usi ebraici; oltre a pane non lievitato ed erbe amare, secondo le regole della Pasqua ebraica, la cui festività celebravano a notte fonda". Alcuni di loro vennero catturati ma rilasciati dopo pochi giorni. La popolazione, che si aspettava di vederli puniti, giurò vendetta. Nello stesso giorno in cui i marrani vennero liberati, i mwxwdomenicani mostrarono in una cappella laterale della loro chiesa, dove erano presenti diversi neo-cristiani, un mwyacrocifisso e un reliquiario di vetro dal quale usciva una luce particolare. Un neo-cristiano, che fu così incauto da spiegare questo mwyqmiracolo come dovuto a cause naturali, venne trascinato fuori dalla chiesa e ucciso da una donna infuriata. Un domenicano incitò ulteriormente la popolazione; e altri due, crocifisso alla mano, girarono per le strade della città gridando "mwygEresia!" e invitando la gente a distruggere i marrani.
Tutti i neo-cristiani trovati nelle strade vennero uccisi, ne seguì un terribile mwzamassacro. Più di 500 marrani vennero uccisi e bruciati il primo giorno; le scene di uccisione furono ancor più atroci il giorno seguente. Le vittime innocenti della furia popolare, giovani e vecchi, vivi e morti, vennero trascinate fuori dalle loro case e gettate sulle pire. Anche cristiani che in qualche modo somigliavano ai marrani vennero uccisi. Tra le ultime vittime, e più odiata di tutte, ci fu l'esattore delle tasse João Rodrigo Mascarenhas, uno dei marrani più facoltosi e distinti di Lisbona; la sua casa venne completamente demolita. In questo modo, almeno 2.000 marrani perirono nel giro di 48 ore. Re Manuele punì severamente gli abitanti della città. I capipopolo vennero impiccati o squartati, i domenicani che avevano dato il via alla rivolta vennero mwzqgarrotati e arsi. Tutte le persone condannate per omicidio o saccheggio vennero punite corporalmente e le loro proprietà confiscate, mentre la libertà di religione venne garantita ai marrani per vent'anni.
I neo-cristiani del Portogallo, che si distinguevano per il loro sapere, i loro commerci e le loro imprese bancarie, ma erano molto odiati, disprezzati e malignati dai cristiani, furono spinti a serbare migliori speranze per il futuro dall'apparire di un ebreo straniero, David Re'ubeni. Non solo questi venne invitato da Re Giovanni a visitare il Portogallo, ma come appare da una lettera del 10 ottobre mw0a1528 di Don Martín de Salinas all'infante Don Fernando, fratello dell'imperatore mw0qCarlo I di Spagna, egli ricevette anche il permesso "di predicare la legge di Mosè" (mw0gBoletin Acad. Hist. xlix, p.mw0w 204). I marrani consideravano Re'ubeni come il loro salvatore e mw1aMessia. Anche i neo-cristiani di Spagna udirono la lieta notizia; alcuni di essi si misero in viaggio alla sua ricerca. L'esultanza durò per qualche tempo. L'imperatore Carlo inviò addirittura diverse lettere al suo reale fratellastro sull'argomento. Nel mw1q1528, mentre Re'ubeni era ancora in Portogallo, alcuni marrani spagnoli scapparono a Campo Mayor e liberarono con la forza una donna imprigionata dall'inquisizione a mw1wBadajoz. Si sparse improvvisamente la voce che i marrani dell'intero regno si erano uniti per fare causa comune. Ciò aumentò l'odio della popolazione, i neo-cristiani vennero attaccati a Gouvea, mw2qAlentejo, mw2gOlivença, mw2wSantarém e in altri luoghi, mentre nelle mw3aAzzorre e sull'isola di mw3qMadera vennero massacrati. Questi eccessi portarono il re a credere che l'mw3ginquisizione portoghese fosse il modo più efficace di soddisfare la furia popolare.
I marrani portoghesi condussero una lunga e aspra lotta contro l'introduzione del tribunale e spesero somme immense, con alcuni risultati soddisfacenti, per portare dalla loro parte la curia e i mw4acardinali più influenti. I sacrifici fatti dai neo-cristiani spagnoli e portoghesi furono stupefacenti. Gli stessi marrani che da Toledo avevano istigato la rivolta dei comuni nel mw4q1515, Alfonso Gutierrez, Garcia Alvarez "el Rico" e gli Zapata, offrirono attraverso i loro rappresentanti 80.000 corone d'oro all'imperatore Carlo V se egli avesse mitigato la durezza dell'Inquisizione (mw4gREJ xxxvii, p.mw4w 270 et seq.). Tutti questi sacrifici comunque, in particolare quelli fatti dai Mendes di Lisbona e delle mw5aFiandre, non furono in grado di impedire o ritardare l'introduzione del mw5qSant'Uffizio in Portogallo. I marrani vennero consegnati alla furia popolare e all'Inquisizione. A mw5gTrancoso e mw5wLamego, dove vivevano molti marrani benestanti, a Miranda, mw6qViseu, mw6gGuarda, mw6wBraga e altrove essi vennero rapinati e uccisi. A mw7aCovilhã la gente progettò il massacro di tutti i neo-cristiani in un giorno e per ottenere ciò più facilmente i prelati richiesero alle Cortes nel mw7q1562 che ai marrani fosse richiesto di indossare uno speciale distintivo e che agli ebrei delle città e dei villaggi venisse ordinato di tornare a vivere nei ghetti.
La dispersione e l'Italia
I marrani, che erano costantemente minacciati e perseguiti dall'inquisizione, cercarono in ogni modo di lasciare il Paese, sia in gruppi che come singoli rifugiati. Molti di loro fuggirono in mw8aItalia, attratti dal clima che ricordava quello della penisola Iberica e dalla lingua simile. Alcuni si insediarono a mw8qFerrara, il mw8gDuca mw8wErcole I d'Este garantì dei privilegi, che vennero confermati dal figlio mw9aAlfonso I, a ventuno marrani spagnoli, medici, mercanti e altri (ib. xv. 113 et seq.).
Marrani portoghesi e spagnoli si stabilirono anche a mw9gFirenze; i neo-cristiani contribuirono a far di mw9wLivorno un importante porto marittimo. Ottennero dei privilegi a mw-aVenezia, dove vennero protetti dalle persecuzioni dell'inquisizione. A mw-qMilano portarono materialmente avanti gli interessi della città grazie alle loro arti e commerci, anche se João de la Foya ne catturò e rapinò molti in tale regione. A mw-gBologna, mw-wPisa, mw-aNapoli, mw-qReggio Emilia e in molte altre città italiane esercitarono liberamente la loro religione e furono ben presto così numerosi che Fernando de Goes Loureiro, un abate di mw-gPorto, riempì un intero libro con i nomi dei marrani che avevano ritirato grandi somme dal Portogallo e abbracciato apertamente il giudaismo in Italia. In mw-wPiemonte il duca mwaqaEmanuele Filiberto di Savoia accolse i marrani di mwaqeCoimbra, Pablo Hernando, Ruy López e Rodríguez, assieme alle loro famiglie e concesse loro dei privilegi sui commerci e sulle manifatture, oltre al libero esercizio della religione. Anche mwaqiRoma fu una destinazione dei marrani. mwaqmPapa Paolo III li ricevette ad mwaqqAncona per motivi commerciali e concesse libertà completa "a tutte le persone dal Portogallo e dall'mwaquAlgarve, anche se appartenenti alla classe dei neo-cristiani". Tremila ebrei e marrani portoghesi vivevano ad Ancona nel mwaqy1553.
Due anni dopo mwaqgpapa Paolo IV emanò degli ordini per far sì che tutti i marrani venissero gettati in prigione dall'inquisizione che aveva istituito. Sessanta di loro, che riconobbero la fede cattolica come penitenti, vennero trasportati sull'isola di mwaqkMalta o inviati ai remi delle galere; ventiquattro, che non vollero "riconciliarsi" e restarono fedeli al ritorno al giudaismo, vennero strangolati e bruciati al rogo in pubblico (maggio mwaqo1556); quelli che sfuggirono all'inquisizione vennero accolti a mwaqsPesaro dal duca di Urbino mwaqwGuidobaldo II della Rovere. Il porto di Ancona cadde in disgrazia e grandi furono le perdite economiche per la città tanto che si sentirono le conseguenze anche a Roma, grazie al boicottaggio commerciale organizzato da mwaq0Grazia Nasi. Tempo dopo il duca, deluso nella sua speranza di vedere tutti gli ebrei e i marrani di mwaq4Turchia scegliere Pesaro come centro commerciale, espulse (9 luglio mwaq81558) i neo-cristiani da Pesaro e da altri distretti (ib. xvi. 61 et seq.). Molti marrani vennero attratti da mwaraRagusa in mwareDalmazia, un tempo notevole porto di mare. Nel maggio mwari1544 vi sbarcò una nave carica esclusivamente di rifugiati portoghesi, come Balthasar de Faria riportò a re Giovanni.
In Francia
Nello stesso periodo i marrani cercavano rifugio anche oltre i mwaryPirenei, stabilendosi a mwarcSaint-Jean-de-Luz, mwargTarbes, mwarkBayonne, mwaroBordeaux, mwarsMarsiglia e mwarwMontpellier. Essi vivevano in apparenza come cristiani; venivano sposati da preti cattolici; facevano battezzare i propri figli e si dichiaravano cattolici in pubblico. In segreto, comunque, circoncidevano i loro bambini, rispettavano come potevano il Sabbath e gli altri giorni di festa e pregavano assieme. Re mwar0Enrico III di Francia confermò i privilegi loro concessi da mwar4Enrico II di Francia, li protesse contro calunnie ed accuse come quelle che un certo Ponteil mosse contro di loro. I marrani portoghesi e spagnoli fecero richiesta a mwar8Enrico IV di Francia di permetter loro di emigrare in Francia, dicendo che se avesse acconsentito, un gran numero dei loro compagni sofferenti, "uomini buoni tutti quanti", avrebbe scelto la Francia come residenza; ma molti neo-cristiani che entrarono in territorio francese furono costretti ad abbandonarlo dopo un breve periodo. Sotto mwasaLuigi XIII di Francia i marrani di mwaseBayonne vennero assegnati al sobborgo di Saint Esprit. A Saint Esprit, così come a mwasmPeyrehorade, mwasqBidache, mwasuOrthez, mwasyBiarritz e mwascSaint-Jean-de-Luz essi abbracciarono gradualmente e apertamente il giudaismo. Nel 1640 diverse centinaia di marrani, considerati essere ebrei, vivevano a Saint-Jean de Luz; a Saint Esprit esisteva una sinagoga già nel 1660.
Nelle Fiandre e nei Paesi Bassi
I marrani si rivolsero principalmente anche alle mwasoFiandre, attratti dalle sue città fiorenti, come mwassAnversa, dove si insediarono molto presto, e mwaswBruxelles. Prima della fine del mwas0XVI secolo, i marrani portoghesi, sotto la guida di Jacob Tirado, arrivarono ad mwas4Amsterdamcite-ref-3[3]. Molti altri li seguirono e la città venne chiamata la nuova Gerusalemme, mentre centinaia di famiglie neo-cristiane si insediarono a mwatmRotterdam. I marrani delle Fiandre e altri diretti dalla penisola iberica, si recarono in guisa di cattolici ad mwatqAmburgo e mwatuAltona (attorno al mwaty1580), dove stabilirono relazioni commerciali con le loro vecchie nazioni. mwatcCristiano IV di Danimarca invitò alcune famiglie neo-cristiane a stabilirsi a mwatgGlückstadt attorno al mwatk1626, garantendo certi privilegi ai marrani che si recarono a mwatoEmden attorno al mwats1649.
Numerosi marrani, comunque, rimasero in Spagna e Portogallo, nonostante la massiccia emigrazione e il destino di innumerevoli vittime dell'inquisizione. I neo-cristiani del Portogallo respirarono maggiormente quando mwat0Filippo III di Spagna salì al trono e per legge (4 aprile mwat41601) concesse loro il privilegio della vendita illimitata delle loro proprietà terriere, oltre alla libera partenza dalla nazione per sé, le loro famiglie e i loro beni. Molti, avvalendosi di questo permesso, seguirono i propri correligionari in mwat8Africa e in Turchia. Dopo pochi anni i privilegi vennero revocati e l'inquisizione riprese la sua attività, ma i portoghesi che non erano stati accecati dal fanatismo percepirono che nessuna misura coercitiva poteva indurre i marrani a lasciare la religione dei loro padri.
Singoli neo-cristiani come Antonio Fernández Carvajal e diversi altri da Spagna, Amburgo e Amsterdam, si recarono a mwaueLondra, altre famiglie si diffusero in mwauiBrasile, dove i marrani si erano insediati già in precedenza, e in altre nazioni americane. La migrazione verso mwaumCostantinopoli e mwauqSalonicco, dove i rifugiati si erano insediati dopo l'espulsione dalla mwauuSpagna, così come verso mwauySerbia, mwaucRomania, mwaugBulgaria e addirittura mwaukVienna e mwauoTimișoara, continuò fino alla metà del mwausXVIII secolo.
Note
cite-note-11. ↑ mwavimwavmMarrano, Treccani on line.
cite-note-22. ↑ mwavcmwavgmwavkDizionario etimologico Bonomi - marrano, su mwavoetimo.it. mwavsURL consultato il 2 gennaio 2016.
cite-note-33. ↑ Fuggirono dal Portogallo ad Amsterdam anche i genitori ebrei del filosofo razionalista mwav8Baruch Spinoza.
Bibliografia
• Questo articolo contiene del testo di mwawmpubblico dominio proveniente dall'mwawqarticolo corrispondente dell'mwawuEnciclopedia giudaica 1901-1906.
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• mwaxmRichard Zimler, mwaxqIl Cabalista di Lisbona, Milano, Mondadori, 1998.
Voci correlate
• mwaxgAntigiudaismo
• mwaxoAntisemitismo
• mwaxwConverso
• mwax4Cripto-giudaismo
• mwayaMorisco
• Marranesimo
• mwayqSefarditi
Altri progetti
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• Wikizionario
• Wikizionario contiene il lemma di dizionario «marrano»
Collegamenti esterni
• citerefdizionario-di-storiamarrano, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefbritannica-com(EN) Marrano, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.